8-Bollettino medico di Tommy: 29 marzo

Tommy e io siamo entrati oramai nella routine ospedaliera. Almeno per me oramai la nuova scansione della giornata mi sembra quella abituale, come se ma nostra vita fosse stata sempre questa. Tommy pure non sembra che abbia fatto altro in vita sua che stare steso in un letto d’ospedale. Da una parte questo è un bene, fino a che durerà, si vede che qualcosa in noi secerne tranquillanti e oblianti per non farci disperare.
Prelievi, medicine, cambio flebo. Passano i medici, si dormicchia, si mangiucchia, si ridormicchia, si rimangiucchia. Notte. Questa notte poi scatta anche l’ora legale quindi il prelievo delle 6 sarà alle 5, allegria. Da un certo punto di vista se non si lambisse malattia, morte, dolore questo è il posto migliore per un cervello che gira controcorrente. Nessuno ti contraddice, nessuno ti fa arrabbiare, nessuno pretende attenzione. Tutta la macchina si muove con te al centro con la finalità di farti stare meglio. Tommy è tranquillissimo, va bene che si è calato di tutto e di più, ma mi lancia persino dei sorrisi, non ha esigenze, alle 21 già chiede di poter dormire, non ha stereotipie, insonnia, mugolii notturni. Se non fosse che deve essere aiutato per andare a fare pipì (30 volte a notte peggio dell’omino del prostamol) per via della flebo che deve portarsi dietro, sembrerebbe la persona pIù felice del mondo.
Oggi ha fatto una tac al torace, questo mi riporta alla realtà. Sono aumentate le pillole che deve prendere ogni giorno e non ce la faccio più a vedere il suo braccio martoriato con i tubicini a penzoloni come se fosse una sua nuova appendice. Non sappiamo quando ne usciremo, nemmeno mi va di chiedere. Ci dimetteranno quando sarà tutto a posto e nemmeno mi va di mettere fretta. Qui ho la certezza che Tommy è super assistito h24, ogni giorno è analizzato, scrutato, soppesato. E’ troppo fresca la sensazione di impotenza nel vederlo saltare sul letto come la ragazzina dell’esorcista e non poter fare nulla per lui. Aspettiamo tanto oramai ci siamo abituati, lui svolge la sua attività preferita: stare a letto, disegnare, guardare cartoni. In più ha padre e madre vicino h24 (alternati….). A me non sembra vero di non sentirmi costretto a rispondere alle telefonate, di dover incontrare persone, fare riunioni, onorare obblighi sociali. Questo bollettino è il mio bodyguard, nessuno mi si può avvicinare. Sarebbe una pacchia se non fosse per il mio ragazzo che deve tornare alla sua piscina, al suo cavallo, alla sua atletica, alle sue attività con gli altri cervelli ribelli della nostra scuoletta. Sembra che gli autistici in gruppo siano tante monadi indifferenti, sono sicuro però che hanno dei ricettori che non intercettiamo e attraverso i quali stabiliscono una loro rete. Difficilmente ne avremo la password e comunque ci piace sperare che sia così, noi vorremmo collegarci con loro come i tipi blu di Avatar con i draghi volanti. Non abbiamo la coda e nemmeno ci proviamo.
Le ragazze e i ragazzi di Poggio Mirteto
E’ un episodio sorprendete legato alla degenza di Tommy. Ci siamo accorti che in un Istituto di Poggio Mirteto, il Gregorio da Catino, hanno affrescato la loro scuola con i pupazzi ballerini di Tommy. L’iniziativa è partita dalle loro insegnati, per solidarietà e buon auspicio verso Tommy ospedalizzato. Non è una cosetta che si fa in 10 minuti, mi pare abbia impegnato 18 studenti. Hanno imbiancato le pareti di un intero corridoio della loro scuola e hanno dipinto su quelle pareti i personaggi del libro di Tommy “Nel paese dove i maiali volano i lupi galleggiamo” , un lavorone di giorni e lunedì continueranno all’esterno della scuola. Io mi sono commosso, non mi sembrava possibile che adolescenti che, nella lettura più superficiale della loro generazione, tutti bollano come problematici, fragili, demotivati, privi di empatia, si siano invece lasciati rapire dai pupazzetti di un ragazzone autistico, facendoli loro. Le loro scelte mi hanno sorpreso, hanno scelto dei personaggi secondari, che pensavo fossero di contorno come la tigre dentona, i soldatini fuggiaschi, il giardiniere ribelle, un ometto rosso e uno blu. Mi piacerebbe parlare con loro, vorrei sapere da quei fantastici artisti e poeti (il loro è un gesto poetico assoluto) che hanno visto in quei personaggi, mi interessa perché nemmeno io ne conosco l’anima nascosta. Io ho solo fatto delle didascalie all’invasione dei pupazzi di Tommy dal suo tablet al mio desktop. A loro magari hanno parlato, in una lingua muta che solo Tommy conosce, lungo percorsi mentali che a me non è dato conoscere, ma come dice il marinaio della nostra storia, la sua canzone la può capire solamente chi lo segue, salendo sulla sua barca e prendendo il largo con lui verso orizzonti che noi vecchi nemmeno riusciamo più a immaginare.
LA MERAVIGLIA A POGGIO MIRTETO
I PRECEDENTI BOLLETTINI MEDICI DI TOMMY