9-Bollettino Medico di Tommy: 30 marzo

La domenica all’ospedale non succede nulla, almeno per chi come Tommy è nel limbo delle analisi e cure per uscire quanto prima. Oggi poi con l’ora legale il prelievo delle 6 in realtà è avvenuto alle 5. Tutto è anticipato e anche la cena quindi è praticamente con il sole alto in cielo. Alle 20.30 Tommy è già a letto e vuole dormire. La notte ancora chiede di andare in bagno ogni 10 minuti, chi lo assiste deve staccare la sacca della flebo tenerla in mano e accompagnarlo facendo attenzione che non strappi l’ago. Ora però gli ho insegnato a essere autonomo anche in questo, abbiamo messo la sacca su un trespolo a rotelle e lui da solo se lo porta in bagno, io osservo e vigilo sempre, però mi conforta molto questa sua capacità di apprendere nuove maniere per non dipendere da altri nelle funzioni basilari. Probabilmente per chi non ha esperienza di autistici del “modello Tommy” questa sembrerà una banalità….E che sarà mai? Si alza e si porta dietro l flebo, chiunque può camminare lo farebbe!”
Lo fa un piffero, è una sequenza di azioni molto complesse, bisogna tollerare di avere un ago con vari rubinettini perennemente infilato in un braccio. Tommy non sopportava braccialetti e ora si porta dietro quei pendagli da cui traspare sangue come se facessero parte del suo corpo. Poi prendere un attrezzo alto due metri con un sacco attaccata e portarselo dietro fino al bagno, di notte e scendendo da un letto che ha un materasso “indemoniato” che ogni tanto entra in movimento da solo muggendo e sibilando (anti piaghe da decubito). Infine accettare che ogni giorno si debba sciroppare 4 sacche che corrispondono a due litri di liquido senza battere ciglio, mi rende più fiero di quanto potrei esserlo se mio figlio avesse preso una medaglia d’oro alle olimpiadi. Non fateci caso, a noi genitori di “normali” autistici basta poco per sentirci alle stelle.
Dacci oggi il nostro frate quotidiano

Ogni mattina verso le 10 arriva il frate. Un frate minore Francescano, di quelli con ancora la tonaca marrone. In realtà i Francescani che conosco ora tipo Padre Benanti hanno la tonaca grigia, pensavo che quella marrone fosse stata abolita, invece questo dell’ospedale ancora la indossa. Non so quale sia quella originale francescana, mi è stato detto che è una disputa simile a quella tra i jeans Levi’s e i Lee. A me ricorda i frati della mia fanciullezza perugina, quelli che giravano con l’Ape per le campagne a questuare grano, mosto, olio. In cambio portavano le castagne o i funghi, ma anche il terriccio da mettere nei vasi di gerani. Sul simulacro di frate con innominabile congegno a molla che si vendeva (forse ancora?) tra i sacri gadget ad Assisi scrissi a lungo, tanto che divenni coniatore del titolo “frate favarone”. Il nome è tratto da un borgo sperduto tra le colline di quelle parti, ma ha pure un’ulteriore accezione lubrica, che solo chi è nato dalle mie parti può cogliere nel suo sacrale significato. Altro non è che il riappropiarsi dell’antico attributo di “ruber custos” che il dio Priapo incarnava, in quanto protettore dei frutti della terra ambiti da predatori. Insomma sono cresciuto con l’idea che il frate ci difende dai malvagi, anche usando mezzi estremi.
Questo frate ospedaliere ha un espediente per benedire anche i più riottosi, quando ti dà la mano senti nel palmo qualcosa che sembra un sasso spigoloso, ci rimani interdetto pensi che voglia segretamente passarti qualcosa, invece è una coroncina del Rosario appallottola, che comunque tu tocchi e quindi volente o nolente usufruisci del suo scudo protettivo contro le insidie del Maligno.
Quando Tommy lo vede diventa allegro, gli fa dire una preghiera e per lui è un gioco quindi fa la faccia da furbetto e lo anticipa nel segno della croce, oramai ci siamo abituati anche al frate e quando entra in camera è come se l’orologio del campanile battesse le dieci.
L’unico problema è la domenica. Il frate passa solo per avvertire che tra poco ci sarà la preghiera via altoparlante. E’ molto fiero di questa sua Radio di corsia, purtroppo la predica domenicale entra a massimo volume da un altoparlante a parete che non è il massimo della qualità. Tommy mentre lui oggi raccontava la parabola del figliol prodigo (ne parlavo ieri l’altro nel bollettino dedicato al fratello) lo ha disegnato. Per non alimentare polemiche gli ha fatto la tonaca arancione, così anche i buddisti saranno accontentati e salvati dal salvifico intermezzo.
Tommy disegna il frate durante la predica in filodiffusione
I PRECEDENTI BOLLETTINI MEDICI DI TOMMY