“Cervelli Ribelli At Work” sul SOLE24ORE

Nelle tlc piano di filiera per inserire i talenti dello spettro autistico Il progetto. “Cervelli ribelli at work” dell’omonima fondazione e Asstel prepara i ragazzi al lavoro e risponde alla carenza di competenze digitali
Cristina Casadei
L’attenzione al dettaglio e la capacità di analisi dei ragazzi con diagnosi dello spettro autistico ne fa i candidati su cui le telecomunicazioni scommettono nel loro piano di inclusione e diversity. “Cervelli Ribelli at Work”, il progetto dell’omonima fondazione e di Asstel ha mosso i primi passi tre anni fa per trasformare il talento delle persone nello spettro autistico in una risposta concreta al fabbisogno di competenze digitali. Con un inserimento qualificato nel mondo del lavoro e facilitando, appunto, l’inclusione. Per domani, giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, l’associazione presieduta da Pietro Labriola, ha organizzato con Fondazione Cervelli Ribelli, all’Università Luiss di Roma, una giornata per raccontare i primi risultati del progetto. Aprirà i lavori il rettore della Luiss, Paolo Boccardelli e parteciperanno, tra gli altri, Padre Paolo Benanti, che insegna filosofia morale alla Luiss e rappresentanti delle istituzioni.
La platea del progetto è quella dei giovani adulti tra i 18 e i 29 anni con diagnosi nello spettro autistico e forte interesse per le discipline STEM. Prevede un percorso integrato che combina formazione tecnica, supporto clinico e inserimento lavorativo personalizzato. Il modello si basa su un approccio strength based che valorizza i punti di forza e ha già raccolto i primi risultati concreticon inserimenti lavorativi e assunzioni stabili nel settore tecnologico. A raccontare il progetto, Gianluca Nicoletti, giornalista e conduttore di Radio 24, presidente e socio fondatore della Fondazione Cervelli Ribelli, nonché padre di Tommy, ragazzo nello spettro autistico.
«Abbiamo cominciato con «‘Cyber Rebel’ insieme a Kirey Group per formare e inserire in ambito cybersecurity giovani adulti autistici con talento digitale, creando un modello replicabile anche in altre aziende», racconta. Poi, grazie all’accordo con Asstel, l’iniziativa è stata estesa alla filiera delle telecomunicazioni, con l’ambizione di costruire un modello scalabile per ragazzi che «a un elevato quoziente intellettivo associano capacità comunicative, ma che spesso tendono all’isolamento, trovando nel lavoro al computer un ambiente ideale – continua Nicoletti -. Il destino di questi ragazzi può essere quello di essere considerati ‘fantasmi’: sono cittadini a tutti gli effetti, hanno diritto di esercitare i loro talenti e contribuire a una società evoluta». Il progetto costruito con la Fondazione è nato guardando oltre i confini tradizionali e affonda le radici nel paradosso del mismatch, come spiega la dg di Asstel Laura Di Raimondo:
«Da un lato la carenza di competenze digitali, dall’altro la presenza di persone con elevate capacità tecniche ma troppo spesso escluse dal mercato del lavoro. Nel tempo abbiamo dimostrato che è possibile trasformare una risorsa inespressa in una risposta concreta allo skill gap digitale».
Lasciando parlare le aziende e le storie, Open Fiber, ha accolto un ragazzo neurodivergente nel team di Cybersecurity. Inizialmente in stage, il suo percorso si è poi trasformato in un contratto a tempo determinato, tuttora in corso. Romina Chirichilli, direttore People & Sustainability della società parla di «un’inclusione che non si racconta, ma si realizza. Il nostro approccio parte dalla volontà di incidere dav- ‘ Di Raimondo (Asstel): «Possibile trasformare una risorsa inespressa in una risposta concreta allo skill gap digitale» ‘ Primi risultati concreti con gli inserimenti al lavoro dei ragazzi in Open fiber, Kirey group e Fastweb + Vodafone vero sul cambiamento, con azioni concrete e durature per le persone, con la consapevolezza che i risultati non sono immediati e che il percorso può essere complesso. Per questo lavoriamo per integrare l’inclusione nei processi aziendali, rendendola parte del nostro modo di agire e di creare valore ogni giorno». Anche Silvia Cassano Chief People Officer di Fastweb + Vodafone, racconta di un impegno concreto, che si concretizza «anche attraverso l’inserimento in azienda di persone con autismo in ruoli digitali e tecnologici con competenze cruciali per il futuro dell’azienda e del settore. L’iniziativa nasce anche dalla volontà di promuovere l’autonomia e l’inclusione lavorativa e rappresenta un passo significativo verso la creazione di contesti capaci di garantire maggiore indipendenza, sicurezza e piena partecipazione sociale». Favorire la vera inclusione, però, «significa ripensare i processi di selezione, adattare gli spazi di lavoro, formare i manager – continua Cassano -. I risultati però poi parlano chiaro: maggiore creatività, soluzioni più innovative ai problemi complessi e un effetto positivo sul clima dei team» (IL SOLE 24ORE 01/04/2026)


