Peter Scott il genio naturalista era un cervello ribelle?

Peter Scott è stato un naturalista, un pittore e un velista britannico. Il nome scelto per lui si ispira a Peter Pan, personaggio creato dal suo padrino J. M. Barrie il quale, come dono, gli regalò l’appartenenza a vita alla London Zoological Society. Nato il 14 settembre 1909 a Londra, era figlio dell’esploratore Robert Scott (1868-1912), famoso per la competizione con Amundsen per raggiungere per primo il Polo Sud. Morì durante il viaggio di ritorno dall’Antartide e nell’ultima lettera alla moglie la esortò a far interessare il figlio alla storia naturale. La madre di Peter, Kathleen, era una famosa scultrice; donna di forte personalità educò il figlio in modo spartano con bagni freddi e una dieta vegetariana. Dopo sei anni di vedovanza, si risposò con Edward Hilton Young dal quale ebbe un figlio Wayland.

Da bambino Peter era affascinato dalle locomotive ferroviarie, passione presto sostituita dall’interesse per gli uccelli acquatici che disegnava con estrema accuratezza. Frequentò il Trinity College di Cambridge dove studiò scienze naturali. Dal 1933 al 1939 visse in un faro vicino a Sutton Bridge sul fiume Nene. Qui raccolse una collezione privata di uccelli selvatici, sviluppò le sue abilità pittoriche, scrisse due libri “Morning flight” e “Wild chorus” e realizzò alcune delle prime trasmissioni radiofoniche per la BBC. Sempre nel 1933 tenne la sua prima mostra personale di dipinti presso i mercanti d’arte londinesi Ackermann & Son. Il suo dipinto più famoso –“Prendere il volo” – venne stampato 350.000 volte come quadro, sui biglietti di Natale e sulle tovagliette per la colazione.
Era uno sportivo affermato. Ai Giochi Olimpici di Berlino del 1936 conquistò la medaglia di bronzo nella vela, vinse per tre volte la Prince of Wales Cup e nel 1948 divenne Presidente del Comitato Olimpico per la vela. Ad ogni vittoria seguiva un viaggio esplorativo: i primi furono sulMar Caspio e in Lapponia, ma nell’arco della sua vita visitò tutto il mondo spinto dal suo interesse per la fauna selvatica, soprattutto le oche. Molti dei suoi studi includevano l’osservazione delle diverse forme di oca dalla fronte bianca (Anser albifrons). Una visita alla casa del Duca di Bedford a Woburn Abbey stimolò l’interesse per la conservazione delle specie quando incontrò i cervi di Pére David, non più presenti in natura, ma salvati dall’estinzione come branco in cattività.
Nel 1939 si arruolò volontario in Marina e nel 1942 partecipò al raid su Dieppe; sempre in quell’anno si sposò con Elizabeth Jane Howard dalla quale ebbe il figlio Nicola. Il matrimonio venne annullato e nel 1951 si risposò con Philippa Talbot-Ponsonby, che si prese cura di lui come una madre. Dall’unione nacquero Dafila e Falcon.
Gli interessi ristretti, la scarsa empatia, l’immaturità emotiva, l’iperattività sono elementi che fanno pensare all’autismo. Aveva scarsa cura di sé e di questo sua madre Kathleen disse: “Si trascura terribilmente. È sempre bagnato, vive con i vestiti bagnati, mangia in modo irregolare…la sua disattenzione sta causando danni irreparabili”. Lo stile nella pittura rifletteva il suo modo di guardare, come se fosse in grado di cristallizzare un movimento che poi riproduceva. A questo proposito, è interessante il ricordo del pittore Keith Shackleton: “Aveva un incredibile senso delle proporzioni, iniziava da un punto qualsiasi – un occhio, magari, poi quasi finiva quell’occhio, poi lavorava trasversalmente e dipingeva il dorso del naso e poi lo seguiva verso il basso… riusciva a mantenere la scala dall’uno all’altro in un modo che io non avrei mai potuto fare”
Era ipersensibile agli odori e, per quanto riguarda le stranezze, si dice che, una volta rimossa l’appendice, la conservò in un barattolo di marmellata. Come inventore progettò il trapezio, un dispositivo che permette ai velisti di sporgersi fuori bordo per bilanciare la barca, la rete a razzo per catturare grandi stormi di uccelli e il camuffamento usato dalle navi da guerra britanniche nella Seconda Guerra Mondiale, per il quale ricevette la CBE (Commander of the Order of the British Empire), il più alto riconoscimento nel Regno Unito. Scelse il panda come simbolo del WWFperché facilmente riproducibile in bianco e nero.
Nel 1946 fondò il SWT (Severn Wildfowl Trust, poi rinominato WWT nel 1989) a Slimbridge. L’obiettivo era che l’SWT diventasse un centro per lo studio scientifico, l’esposizione al pubblico e la conservazione degli uccelli selvatici del mondo. Trasferì lì la sua residenza. Negli anni successivimise insieme una delle più grandi collezioni al mondo di uccelli selvatici. Nel 1952 elencò nel rapporto annuale del SWT, un totale di 136 specie di anatre, oche e cigni, rappresentando oltre l’80% della intera famiglia degli Anatidi. Ciò rappresentò la base di un ampio programma di ricerca su questi uccelli che coinvolse scienziati provenienti dall’Europa e Nord America. Nel 1954 istituì un comitato consultivo scientifico per gestire il suo crescente programma di ricerca. Konrad Lorenz e Niko Tinbergen ne fecero parte. Il lavoro scientifico del Trust continuò per circa 40 anni finché, dopo la morte di Scott, il comitato fu sciolto negli anni ’90.
Il programma di ricerca a cui Scott è più strettamente associato è lo studio dei cigni di Bewick. Scoprì che ogni cigno di Bewick ha un motivo unico giallo e nero sul becco, simile a un’impronta digitale, che permette ai ricercatori di identificare individui e tracciarli per tutta la vita.
Dipinse e disegnò ininterrottamente per tutta la sua vita. Realizzò numerose illustrazioni per libri, tra cui una serie completa di 66 tavole a colori che illustrano ogni specie di uccelli acquatici del mondo per i quattro volumi di “The waterfowl of the world” di Jean Delacour. Realizzò anche 74 volumi di diari di viaggio, illustrati con acquerelli. Nel 1961 pubblicò la sua autobiografia “The eye of the wind”
Nel 1978 fondò il Peter Scott Trust for Research and Education in Conservation per fornire finanziamenti a coloro che desideravano intraprendere qualche forma di ricerca e per i quali erano necessari finanziamenti aggiuntivi. Durante una visita alle Isole Falkland nel 1979, propose la creazione della Falkland Islands Conservation Foundation, diventandone membro fondatore e primo presidente. Morì il 29 agosto 1989 a Bristol.
Gabriella La Rovere





