Il mondo al contrario non è più quello di noi autistici

Io qui per anni ho riflettuto di neuro divergenza, immaginando di parlare un’umanità con punti di vista omologati a una visione prevalente della realtà. Ora non saprei più dire in verità quale sia il modello “tipicamente percepito” della realtà.
lo già scrissi Il 21 dicembre 2024 : “Prepariamoci a un’iconografia alterata“, fu quando cominciarono a girare, come fosse una grande novità, immagini realizzate con l’ A.I. di noti personaggi della politica e dello spettacolo, in netta contrapposizione ideologica, che si abbracciavano sorridenti con i classici maglioni di Natale. Allora era un gioco provocatorio pubblicato da Eman Russ, grafico e content creator italiano. Ci risero tutti e tutti i giornali pubblicarono le immagini.
Poi è arrivato Trump, poi L’A.I. di Elon Musk e quell’iconografia alterata da scherzo goliardico è diventata un’arma potente di contaminazione ideologica. L’episodio di cui si è più parlato recentemente e con maggior raccapriccio alle nostre latitudini è il video distopico ambientato nell’antica Roma in cui l’imperatore Vannacci condanna a morte e ad essere divorati dai leoni i suoi avversari politici Conte, Prodi, Boldrini e Schlein. Legati e seviziati con falce e martello.
È stata la prima vera e propria declinazione nazionale del sistema Trump, ne parlo oggi quando a distanza di tre giorni è già una cosa che sa di vecchio. Naturalmente chi la rivendica si nasconde dietro il concetto che gli avversari non accettano la satira quando colpisce loro stessi, chi invece è rappresentato come morituro fa proclami di indignazione e paventa l’istigazione all’omicidio.
Ugo Rossi Consigliere Comunale e Capogruppo di Futuro Nazionale a Trieste si prende la responsabilità del video: “Mi autodenuncio pubblicamente. Questa scena è una mia idea. Vedo tanta indignazione per un video satirico in cui la stupidità della sinistra non ha colto i messaggi subliminali, e ha visto violenza in un video dove non c’è traccia di essa.” Passandolo per una sua vendetta per torti subiti durante il Covid, Green Pass ecc.
Oramai la narrativa A.I. con personaggi della politica è un genere come il fumetto
Al momento nessuno si è fatto male per questi video. Anzi i Vannacciani hanno continuato a sfornarne e condividerne come se fosse una telenovela di genere Peplum. Giorgia Meloni imbraccia un fascio d’oro, regala a Vannacci un carro di trionfo. Nemmeno vale la pena di crearci polemiche sopra. Sono creati proprio perché qualcuno si incazzi.
Poi c’è chi ci gioca senza doppi fini, attingendo alla fantasy più sfrenata , cito a caso le produzioni “Amarcord” in cui diventano tutti supereroi o personaggi di Dragon Ball; resuscita Papa Francesco, resuscita Berlusconi, Putin è un’androide, c’è Trump che combatte con la Meloni. Alla fine arriva Vannacci alla testa delle sue truppe in divisa nazista, lancia bombe atomiche, scoppia un casino ecc.
Non siamo più nella politica, non c’è intento ideologico ma sembra si voglia solo di giocare sulle suggestioni di un video game per ragazzini nerd. Chi fosse curioso lo trova qui. Chi volesse invece deliziarsi con la parodia di Temptation Island e vedere Meloni Trump davanti al falò può andare qui. Davvero non fa più notizia secondo me, sono esercitazioni di una nuova maniera per raccontare. Si evolverà in produzioni spero più fantasiose con personaggi che non necessitino di avere facce note. Ripete il meccanismo di alcuni fumetti zozzi anni ’70 tipo Montatore, Lando ecc che avevano le facce di attori e cantanti noti a quei tempi.
Chi si sente tirato dentro suo malgrado potrebbe denunciare…Ma non lo fa
Mi ha fatto riflettere su questo la mia amica e collega Flavia Perina, che mi ha ricordato proprio ieri che se le persone coinvolte loro malgrado in questi squartamenti virtuali potrebbero denunciare chi diffonde i video, se volessero prenderne le distanze. Lo consentirebbe proprio con una legge varata dall’attuale Governo. Questo vale sia per la Meloni, La Russa come per Prodi, Conte, Schlein, Boldrini. Chi non denuncia vuol dire che alla fine fa gioco anche a lui avere un digital twin che cazzeggia in peplo e calzari.
La legge di riferimento è la Legge 23 settembre 2025, n. 132 — “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale” — pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 ed entrata in vigore il 10 ottobre 2025. È la prima normativa organica sull’IA in Europa, complementare all’AI Act. La legge introduce nel Codice Penale un nuovo articolo, il 612-quater, intitolato “Illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale”. Il testo punisce chi diffonde, senza consenso, immagini, video o voci alterati con l’IA: “Chiunque cagiona un danno ingiusto a una persona, cedendo, pubblicando o altrimenti diffondendo, senza il suo consenso, immagini, video o voci falsificati o alterati mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale e idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità, è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.
Ora il tema secondo me non è: “dove arriveremo?”. Giocare con l’A.I. sarà sempre più facile, tutti invece di scrivere cazzate come fanno ora, creeranno reel che centuplicheranno l’effetto “bar dello sport”. Si fortificheranno i bias e le opinioni contrapposte si misureranno a botte di mini serie spazzatura. Tanto più che, a quanto abbiamo appena indicato, in questo fenomeno sul nascere alla fine dal casino comunicativo tutti ne traggono vantaggio, sia chi fa il bullo, sia chi fa lo gnorri, sia chi fa la vittima.
l quadro più ampio: una rete, non un singolo autore
Un’inchiesta di AI Forensics ripresa dal Guardian ha identificato 354 account TikTok che in un mese hanno pubblicato 43.000 post IA con 4,5 miliardi di visualizzazioni, molti a tema anti-immigrazione, con stile visivo e vocale simile — segno di produzione coordinata, ma senza che i ricercatori riescano a risalire a chi ci sia dietro. Un’inchiesta della BBC su un fenomeno analogo nel Regno Unito ha scoperto che diverse pagine “locali” sono in realtà gestite da persone in Sri Lanka, Vietnam o altri paesi lontani, per pura monetizzazione da click. Facta stessa segnala che “centinaia di pagine” italiane producono video anti-immigrazione con IA, spesso solo per guadagnare sulle visualizzazioni
Il caso “Memo Pernacchia”: esiste una fetta importante di persone che non distingue il vero dall’alterazione
Secondo me dovremmo lavorare veramente su questo aspetto del sex appeal dell’improbabile, che rende onanisti quando conferma un pregiudizio consolidato. Colpisce il livello spaventoso di analfabetismo funzionale in chi, in questo tipo di contraffazione del reale, ancor confonde l’inverosimile con il probabile. Faccio un altro esempio che non è entrato nel dibattito delle grandi firme. David Puente (e la redazione fact-checking di Open) ha pubblicato più articoli che riconducono video anti-migranti alla stessa pagina Facebook “Memo Pernacchia“. L’autore non è identificabile, dice di creare questi video per fare “incazzare i boomer”. In realtà costruisce scene che hanno il fine di istigare odio per gli immigrati.
I temi ricorrenti possono andare da donne che si rifiutano di sollevare il velo di fronte a una guardia che vuole identificarle, immigrati che non pagano il biglietto in treno, finte interviste a donne africane che dichiarano di prendere oltre 2000 euro di sussidi, migranti che rifiutano in malo modo il cibo che gli viene offerto, o che vengono arrestati ma ridono perché sanno che saranno a breve liberati. Episodi che nella realtà potrebbero anche in parte essere accaduti, in questa produzione però sono costruiti con vera cattiveria perché possano irritare le persone.
Non entro in merito al contenuto, mi è indifferente se chi li pubblica lo faccia per suo piacere personale o ci sia un disegno politico dietro. Registro solo il fatto che guardando i commenti è impressionante leggere quante siano le persone che li considerano dei reportage reali. La maggior parte dei commentatori, non certo tutti boomer incazzati, nemmeno si pongono il problema che l’immigrato con comportamento spocchioso, sgradevole, intollerante possa essere una costruzione artificiale, è talmente corrispondente con il proprio pregiudizio che è la prova che cercano di essere dalla parte di chi vede le cose dal versante giusto. Agli altri spetta appunto “il mondo al contrario.


